15 giugno 2015

LE COPERTINE EROTICHE




Siamo inondati di musica, tsunami di artisti e di nuove proposte ogni giorno che Dio manda in terra. Con l'avvento degli mp3, però, la copertina sta via via perdendo il peso fondamentale che aveva un tempo, quando riusciva ad ammaliarti, a carezzare la mia e tua curiosità. Non tutti però puntavano sulla semplicità, come la mucca dei Pink Floyd di cui abbiamo parlato poco tempo fa qui. Erano in tanti a spingere sull'erotismo, soprattutto in tempi di scarso liberismo sessuale e di censura. Andiamo quindi a vedere le copertine erotiche rimaste nell'immaginario collettivo:

I Roxy Music, tanta grandissima musica ma anche profonda attenzione all'artwork dei propri lavori. Spesso puntavano sul fascino femminile, declinato in chiave trasgressiva (come per "For Your Pleasure", in cui curiosamente compare una giovanissima - e irriconoscibile - Amanda Lear) o fantasy (la strepitosa Jerry Hall di "Sirens"). A volte si spingevano oltre, del resto nel 1974 mettere due modelle seminude in copertina - quella di "Country Life" - era un azzardo non da poco. Nonostante le tenaglie della censura (che rimossero completamente le due affascinanti donzelle Constanze Karoli e Eveline Grunwald), questa copertina è rimasta come una delle più famose e intriganti di sempre.


Nel 1979, cinque anni prima del clamoroso successo di "Drive" (una delle canzoni più belle degli Anni '80) i Cars diedero alla luce il loro secondo album "Candy-O". Copertina suggestiva, una rossa conturbante e dalle forme esplosive. Peccato non sia reale, ma solo un disegno di Alberto Vargas, illustratore famoso per le sue meravigliose pin-up. E nonostante sia fatta di nuvole, non perde nulla della sua carica erotica.

Carly Simon (di cui avevamo raccontato qui del mistero nascosto in "You're So Vain") è stata una dei miei sogni erotici di ragazzino. Youporn? Quando mai, a quel tempo c'era Postalmarket, le televendite di vibromassaggiatori e i fumetti a luci rosse. Poi mi imbattei nella copertina di "No Secrets" e quel viso acqua e sapone associato ad una magliettina che suggeriva mondi meravigliosi bastarono a mandarmi in estasi. Una copertina semplice quanto sottilmente sensuale. Era il 1972 e solo tre anni dopo la Simon regalò un'altro scatto molto suggestivo, quello di "Playing Possum" meno sottile e più inebriante. Ho sempre amato il vedo non vedo, ma quell'espressione, quella posa che apre all'immaginazione, e quel baby doll minuscolo che regala panorami su cui perdersi restano carichi di vibrazioni erotiche come poche altre...


Sempre nel 1975 fece molto scalpore la copertina di "Force It" degli UFO, che ovviamente finì preda della censura. Per anni non si è saputo il sesso dei due nella doccia, ma alla fine si trattava di un uomo e una donna, coppia anche nella vita al tempo. Il titolo - vista la posa dei due - potrebbe far pensare ad un invito a forzar la mano per andare fino in fondo, ma non è così: è un gioco di parole riferito ai tanti rubinetti presenti nell'immagine. Curiosità? Fu ideata dallo studio Hipgnosis, il medesimo delle storiche copertine dei Pink Floyd.


L'album della consacrazione dei Black Crowes (uno dei viatici fondamentali del rock Anni '90) "Amorica" creò parecchio scalpore: la cover mostrava il basso ventre di una signorina che lasciava intravedere del pelo intimo. Molto pruriginosa, e infatti fu censurata. Non credo si sia mai saputo a chi appartenesse quel particolare anatomico, anche perché l'immagine era stata presa da "Hustler", una rivista america a luci rosse risalente al 1976.


Bob Geldof stava rimettendo insieme i cocci della sua vita quando diede alla luce "Sex, Age & Death": uscì nel 2001, un anno dopo la drammatica fine della sua ex compagna Paula Yates, uccisasi con l'eroina dopo la morte del suo nuovo amore (Michael Hutchence degli Inxs). Titolo esplicativo. Non ho trovato informazioni riguardo la donna in copertina, forse si tratta di Jeanne Marine, compagna dell'artista britannico. So però che la posa trasuda erotismo, quasi fosse stata scattata durante un amplesso, il modo migliore per dimenticare la madre dei tuoi figli che si suicida per amore di un altro.


E veniamo ad una delle copertine più famose di sempre, il pacco in bella evidenza di "Sticky Fingers" dei Rolling Stones, immagine che ha turbato più di una generazione. La carica erotica evidenziata in un particolare anatomico che gonfia i jeans. Nell'edizione originale, il vinile aveva davvero la zip in copertina e all'interno c'era un'altra foto, senza jeans, ma solo in boxer, col rigonfiamento ancor più evidente. Certo, peccato che non sia Mick Jagger quello immortalato! La foto fu scattata da Andy Warhol, proprio lui, e ritrae il modello Joe Dallesandro. Poco male, a Jagger bastava poco per infiammare le platee femminili e quella copertina è rimasta per sempre.


E continuiamo a far felice il gentil sesso, con un'altra immagine molto celebre, quella di "Born in the U.S.A." di Bruce Springsteen. L'altezza è la stessa di prima, ma l'uomo stavolta è voltato, con un bel primo piano del fondoschiena del Boss, perché stavolta non ci sono modelli, è proprio lui. Lo shooting fotografico mirava ad una bella foto del suo viso, ma a detta dello stesso "la foto del mio culo era migliore della foto della mia faccia". Qualcuno da quella posa ha pensato che il Boss in senso polemico stesse urinando sulla bandiera americana, una forzatura bella e buona. Non è una forzatura pensare che Springsteen stesse polemicamente mostrando il culo al "sogno americano"...


Zuccherosa ed ammiccante, una delle copertine recenti più sensuali è quella di "Teenage Dream" di Katy Perry. Lontana dalle uscite kitsch di Lady Gagà e dalla sovraesposizione delle grazie di Rihanna, la Perry - espressione conturbante e una nudità velata molto sexy - ha fatto bingo con una copertina che non pesta il kitsch. Provocante.


Ero a casa di alcuni parenti, degli zii di mamma, avrò avuto dodici anni. Iniziai a curiosare tra i loro vinili, nessuno faceva caso a me. Ne trovai un paio di Fausto Papetti, ovviamente in fondo alla pila viste le immagini che c'erano in copertina. Sgranai gli occhi e diventai rosso, prima di rimetterle al loro posto. Poi ho scoperto che molte delle sue copertine erano davvero audaci per l'epoca (gli Anni '70 e '80), mai volgari e certamente piacevoli per un dodicenne con gli ormoni pronti alla rivoluzione.


La sensualità è spesso soggettiva. Un'immagine può risultare molto intrigante per qualcuno e assolutamente anonima per qualcun altro. Trovo però davvero riuscita la copertina di "Is This It" degli Strokes, anno 2001. La foto è di Colin Lane e negli States fu sostituita per evitare problemi di censura. Strano, visto che non c'è nulla di eccessivo, un nudo senza nudo, ma quei guanti, pelle su pelle, e quella posizione, beh, si lasciano guardare. Grande copertina per un grande album.


Ancora cioccolatini per le donzelle davanti al monitor. Chi se lo ricorda D'angelo? Da noi in pochi, dopo i primi due album alla fine del vecchio millennio sparì per quattordici lunghissimi anni. Eppure "Voodoo" fece il botto, soprattutto negli U.S.A. e smerciò oltre un milione di copie, grazie ad un soul molto elegante e ad un ruffianissimo video che mostrava tutte le grazie del muscoloso artista. Come la copertina...


Washed Out è lo pseudonimo di Ernest Greene e da noi è sconosciuto ai più. Fa musica elettronica e "Within and Without" è il suo disco d'esordio. La copertina? Tanto semplice quanto erotica, fa venir voglia di andare dalla propria donna e...


Torniamo a suggestioni più soffuse. Quando si parla di erotismo non si può non citare Madonna. Il suo libro fotografico "Sex" uscito nel 1992 ha solleticato a lungo i palati maschili, eccitati ancor di più da "Body of Evidence", thriller erotico uscito un anno dopo. Sulle copertine dei suoi dischi, però, Louise Veronica Ciccone ha spesso puntato su altro, atmosfere patinate più che esplosive. La migliore? Quella di "Like a Virgin", una sposa virginale molto desiderabile, anche se anche il viso eccitato di "Erotica" ha il suo perché, senza dubbio.


Qualcuno parlava di spose? Beh, quella di "Whipped Cream & Other Delights", disco degli Herb Alpert's Tijuana Brass, credo le batta tutte. Era il lontano 1965, un'era geologica fa, eppure che copertina... La guardi e senti salire del calore. Magnetica.


Tricky e la sua donna, un bacio particolare, uno splendido seno lasciato lì, il filtro giusto ed ecco servita la copertina di "Blowback".


Gli Scorpions sono senza dubbio una delle mie band preferite, il loro "Acoustica" gira da anni, sembra essere diventato un tutt'uno col mio stereo. Per i profani, il disco da cui partire è "Love at First Sting", quello che contiene la magica "Still Loving You" e l'energica "Rock You Like a Hurricane". Fu un successo in tutto il mondo, grazie anche all'azzeccata copertina.


Un album che ha lasciato un segno aprendo strade in territori mai battuti. I Pixies di "Surfer Rosa" sono nell'Olimpo del Rock, così come la copertina, in bianco e nero e molto seducente. Niente più spose, nessuna concessione al cattivo gusto, solo il topless di una ballerina di flamenco, bella come non mai.


Ancor più sottile quella di "E.C. was here" di Eric Clapton, live del 1975. Un nudo femminile, delle curve invitanti come poche e una scritta maliziosa. In quegli anni non si fece mancare nulla, vivendosi ogni istante e ogni possibile vizio (beato lui). Non ho alcun dubbio che sia stato davvero lì...


E chiudiamo con le Pretty Reckless di "Going to Hell": chissà se si sono ispirate a quella di Eric Clapton. La copertina è uscita in due versioni, una tagliata alla base della schiena e una invece con le grazie della vocalist Taylor Momsen in mostra. Un bel vedere, seguirei volentieri la freccia per andare all'inferno...


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